sabato 17 maggio 2008

La finestra aperta sul cortile maleodorante



Ho appena finito di vedere il film gomorra. sono stato tutto il tempo a massacrare con le mani il mio biglietto d'ingresso.
mi fa male lo stomaco.sono nauseato. comincio con il dire che il film è un'altra cosa rispetto il libro. c'è poco da fare. le emozioni che dà l'uno no le dà l'altro. inoltre il film non è nè bello nè brutto.è duro.è un piccolo spaccato di quello che siamo.è come aprire la finestra su un cortile maleodorante.questo film mi ha fatto male, ma forse mi fa più male sapere che molte persone pensino che quello della camorra & C. sia un problema di napoli, della campania, del meridione. E' UN PROBLEMA DI TUTTI.è un problema che va da bolzano a caltanissetta, anzi visti gli affari è un problema che arriva anche molto più lontano.
quello che voglio dire è che quello che succede in campania è la faccia del nostro paese.una volta un signore in treno mi ha detto che "i ricchi non sporcano mai in casa propria, ma in quella dei poveri". sante parole. ha centrato il
problema con una sola frase. quello della "munnezza" è la più bella metafora dell'italia. abbiamo una città italiana pulita e un'altra che si prende la sua "munnezza". abbiamo un paese ricco e un paese povero. abbiamo signori in giacca e cravatta e abbiamo ragazzini di 10 anni che fanno la vedetta all'angolo di una strada anzichè andare a scuola.abbiamo il quirinale e abbiamo intere zone del nostro paese che non sanno neppure cosa sia il quirinale. capire che la camorra siamo noi, che la "munnezza" siamo noi, che le due facce le abbiamo noi, che il cortile maleodorante su cui ci abbiamo aperto la finestra questa sera è casa nostra, bè questo darà il primo colpo al MOSTRO..e allora quel giorno possiamo cominciare a batterlo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Rabbia e disgusto.Queste sono le sensazioni che mi ha provocato Gomorra.Da ieri sera c'è una domanda che mi faccio continuamente:cosa dirò a chi verrà dopo di me,ai figli che verranno?Dovrò consegnare loro la stessa terra martoriata e ferita di oggi.Quando mi chiederanno cosa ho fatto per cambiare le cose, dovrò rispondere che ho provato a scappare ma che,alla fine,stavo solo cercando di voltarmi dall'altra parte e di non vedere più.Non assistere più alla distruzione della terra in cui sono nata.Non provare più vergogna ed imbarazzo quando mi chiedono "perchè",perchè non ci ribelliamo e invertiamo la rotta.Saremo giudicati per questo e dovremo guardarci allo specchio,alla ricerca di una inutile giustificazione per le nostre colpe.Non abbiamo bisogno nè di martiri,nè di eroi ma solo di uomini onesti.